Che fare? Per chiudere la forbice tra Renzi e Gentiloni

Che fare? Per chiudere la forbice tra Renzi e Gentiloni

di Sergio Vicario

Da mesi tutte le rilevazioni demoscopiche evidenziano un dato omogeneo: sale il consenso nei confronti del Governo Gentiloni e, in particolare, il gradimento personale nei confronti del Presidente del Consiglio in carica e, contestualmente, calano le intenzioni di voto nei confronti del Partito Democratico che di quel governo è il perno essenziale.

Una forbice che, anziché chiudersi, di fronte ai dati, non omogenei ma inoppugnabili e importanti sulla ripresa, continua ad allargarsi anziché chiudersi.

Secondo gli ultimi sondaggi, il PD rischia di non essere neppure il primo partito rappresentato in Parlamento. I 5Stelle, salvo cambiamenti imprevedibili, sono decisamente in testa nei sondaggi e sono al testa a testa con il PD per il possibile numero di eletti. La coalizione di centro-destra, a trazione Salvini-Meloni, sembrerebbe addirittura in grado di raggiungere la maggioranza assoluta al Senato.

Insomma, parrebbe che mala tempora currunt per il centrosinistra.

Matteo Renzi, forte dell’investitura di quasi 2 milioni di voti raccolti con le primarie del suo partito, continua, anche con più di una ragione, a ricordare che la crescita dell’economia e dell’occupazione sono anche il frutto delle politiche inaugurate dal suo governo, rivendicando così la sua premiership.

Romano Prodi, padre nobile del PD ulivista, sabato 17 a Bologna, in occasione della manifestazione organizzata da Insieme, ha rotto gli indugi indicando, invece, come possibile salvatore Paolo Gentiloni.

Si tratta di un pensiero largamente diffuso tra molti militanti del PD e, anche, tra non pochi dirigenti, ma tutti tacciono.

Il pallino è nelle mani di Matteo Renzi, ma anche, direbbe Walter Veltroni, di Paolo Gentiloni. Il quale, da Berlino, dove era andato ad incontrare Angela Merkel per rassicurarla che l’Italia dopo le elezioni avrà un governo stabile e non populista, ha fatto sapere che prima del voto ci sarà una sorpresa.

Par di capire, insomma, che nel rush finale, spunterà un coniglio dal cappello del PD.

I tempi però stringono e il rischio è che il coniglio, alla fine, serva solo per essere cucinato al forno con le patatine.