Alle elezioni nazionali e regionali un voto utile per tenere l’Italia agganciata alla ripresa

Alle elezioni nazionali e regionali un voto utile per tenere l’Italia agganciata alla ripresa

di Daniela Benelli

L’Italia comincia a uscire dal tunnel della crisi economica, ha ottenuto importanti leggi sui diritti civili, ha riconquistato credibilità in Europa e nei mercati internazionali, grazie anche a una politica industriale che, finalmente, sostiene efficacemente l’innovazione e una ripresa dell’occupazione qualificata, anche se ancora insufficiente.

Non erano risultati scontati, ciononostante tira una brutta aria. L’irresponsabilità di forze politiche non marginali – Cinquestelle, Lega e Centro-destra – soffia sul fuoco del risentimento, della paura, dell’incazzatura contro tutto e tutti: la”casta”, le istituzioni, l’Europa, gli immigrati, persino contro la scienza e sacrosanti principi di autorità.

Nello stesso tempo fa promesse a dir poco devastanti per il precario equilibrio dei conti pubblici e della timida ripresa: reddito minimo garantito, flat tax, isolazionismo, dazi, fuoriuscita dall’Europa.

Si sentono sparate che sanno di colossali castronerie come la cacciata in massa di 600 mila immigrati irregolari. E ogni giorno si aggiunge una perla alla collana delle idiozie che ha eletto a valori l’incompetenza, la faciloneria e il dilettantismo.

Purtroppo tutto ciò sembra avere presa sulla “pancia” del Paese. Di qui il rischio di un dopo 4 Marzo che ci potrebbe ricacciare nel tunnel di una crisi economica non meno che sociale e culturale. Isolazionismo, chiusura, oscurantismo, caccia alle streghe e all’immigrato. Uno scenario, insomma, che ci porterebbe lontano non solo dall’Europa ma dal consesso dei paesi civilmente avanzati.

Poiché per la prima volta l’Italia è di fronte a un rischio di questa portata, ciascuno deve assumersi la responsabilità di un voto ponderato, razionale, che punti a dare continuità allo sforzo responsabile di modernizzare del Paese e riformare in senso federale l’Europa. Un voto che porti l’Italia a fare fronte comune con l’Europa che vuole arginare populismi, nazionalismi e sovranismi; che è contro il “modello Visegrad”e contro le analoghe pulsioni interne a ciascun Paese.

E il Centrosinistra (Pd, Insieme, + Europa, Civica popolare) è l’unica alleanza elettorale che ha assunto senza ambiguità questi obbiettivi. Né il Centro-destra, con Berlusconi che un po’ argina e un po’ insegue le sparate di Salvini, né la “sinistra-sinistra” di Leu che in nome dell’antirenzismo rischia il tanto peggio tanto meglio, impediranno un salto nel buio. E, stante questo sistema elettorale, potrebbero addirittura nascere anomale alleanze con i Cinquestelle: i populismi uniti per la rovina del Paese.

Ogni voto conta, nelle elezioni nazionali come in quelle regionali della Lombardia, dove è lampante che solo Gori è in grado di strappare al centro destra il monopolio del governatorato e impedire un ritorno in peggio del leghiamo più becero e ideologico alla guida della Regione. È l’occasione di una svolta: non sprechiamola.