Piero Bassetti: “Il Civismo adesso dimostri di essere un effettivo valore aggiunto”

Piero Bassetti: “Il Civismo adesso dimostri di essere un effettivo valore aggiunto”

di Sergio Vicario

Giorgio Gori, da sabato scorso, è ufficialmente il Candidato del centrosinistra (di quasi tutto) alla presidenza della Giunta della Regione Lombardia nelle elezioni che si terranno nei primi mesi del 2018. Siamo partiti con il piede giusto?

Direi proprio di sì. Oltre ai contenuti con cui si è presentato, all’Auditorium de “laVerdi”, Gori ha dato la dimostrazione di saper mobilitare le persone. Non era facile per nessuno portare quasi 1.500 persone, un sabato pomeriggio di questi tempi, a un incontro politico”.

Ma veniamo ai contenuti….

Nelle sue conclusioni, in chiusura dell’evento, ha dimostrato di conoscere bene la diversificata realtà regionale e di avere ben chiaro quali sono le priorità da affrontare. Si vede che a studiato i dossier e li ha metabolizzati molto bene. Non è caduto nell’errore di impostare la sua campagna elettorale all’insegna del catastrofismo e della denuncia della corruzione dello schieramento avversario. Conosce, e non li nasconde, i punti di forza della Regione, ma soprattutto ha ben presente i punti deboli che stanno distanziando la Lombardia dalle più importanti regioni europee con cui compete”.

Sarà quindi una campagna elettorale in discesa……

Tutt’altro. Roberto Maroni, nonostante le contraddizioni presenti nella sua coalizione e, in particolare, nel suo partito, è un avversario forte e da non sottovalutare. Lo dimostra, ad esempio, come ha saputo fare squadra nella vicenda dell’Ema, anche se poi l’esito è stato negativo per via di uno sfortunato sorteggio. Come ho però detto nel mio intervento a ‘la Verdi’, Gori, per la sua storia imprenditoriale e per quella politico-amministrativa come Sindaco di Bergamo, ha le carte in regola per ‘catturare’ il consenso di una parte decisiva della Lombardia moderata, che è però imprenditorialmente e professionalmente dinamica e innovativa. Non deve commettere l’errore di presentarsi come esponente di una coalizione di partiti. I partiti non sono morti, ma non rappresentano più la condizione sufficiente per vincere”.

Che cosa occorre in più?

Le esperienze vincenti di Giuliano Pisapia e di Giuseppe Sala a Milano insegnano che si può vincere se si riesce a ‘catturare’ il consenso di una parte della componente moderata borghese. Questa operazione i partiti tradizionali, da soli, non sono più in grado di farla. C’è dunque bisogno della discesa in campo di persone politicamente e professionalmente autonome, per le quali la politica è innanzi tutto responsabilità nella gestione della cosa pubblica e non occasione per una carriera. E’ quello che va sotto il nome di Civismo, che va però organizzato”.

Il Civismo però viene preso in considerazione in occasione delle campagne elettorali, ma il giorno dopo il voto diventa un ospite trascurato…..

L’ho fatto presente anche nel mio intervento, ma la soluzione non sta principalmente nell’attendere che i partiti diano più spazio ai Civici. Tocca alle donne e agli uomini impegnati nei movimenti e nelle liste civiche territoriali dimostrare di essere una forza reale e  di rappresentare, anche al di fuori delle campagne elettorali, un effettivo valore aggiunto per il proprio territorio. Laddove avviene i partiti sono costretti a lasciare spazio”.

Quale deve essere il carattere distintivo del Civismo?

“La rivendicazione di maggiori autonomie per i territori, da gestire responsabilmente per dimostrare che è a quel livello che si trovano soluzioni più efficienti. Ovvero autonomia come sinonimo di più efficienza e non solo e principalmente come momento di libertà”..