EMA. Poteva andare diversamente, certo non doveva scegliere la sorte

EMA. Poteva andare diversamente, certo non doveva scegliere la sorte

di Emmanuel Conte

Poteva andare diversamente, certo non doveva scegliere la sorte”. Le parole del Sindaco oggi in Consiglio comunale esprimono certo amarezza, ma anche un fortissimo orgoglio e la consapevolezza della forza mostrata nel partecipare all’aggiudicazione della sede dell’EMA.

Gli eventi degli ultimi mesi ci lasciano una preziosa eredità: la tempestività e la determinazione con cui la città si è spesa per questo obiettivo; l’aver messo in campo un dossier, che per molti esperti internazionali, era il migliore ed un raro gioco di squadra politicamente trasversale e caratterizzato da un forte entusiasmo di partecipazione privata.

Un percorso per cogliere un’opportunità di crescita coerente con lo spirito inclusivo di questa città come sottolineato dal direttore della prestigiosa rivista scientifica ‘The Lancet’.  Tuttavia non si può non evidenziare, sarebbe stato vero anche con un risultato opposto, una certa debolezza politica dell’Europa nella scelta di ricorrere al sorteggio per l’assegnazione della sede di un’agenzia che, per la sua alta funzione internazionale,  dovrebbe essere scelta con una decisione di merito e da organismi Europei di Governo.

C’è stato evidentemente uno scontro tra Stati, in cui hanno avuto la peggio i due Paesi che in questa fase sono in crisi di governabilità: il governo italiano, ritenuto una fotocopia del precedente, non ha adeguata credibilità internazionale, quello tedesco, pur forte e rispettato per tradizione , ha pagato  la fase di ingovernabilità in cui versa: Il Governo non è stato ancora formato perché manca la maggioranza.

Francoforte e Milano sono premiate per la qualità della loro proposta, mentre i propri Paesi non sono stati in grado di assicurare loro la maggioranza dei voti e la sorte li ha beffati.

Per quanto ci riguarda, possiamo ben dire che Milano non ha vinto e che non dovevamo arrivare al bussolotto, tutto lascia pensare che a tessere le fila sia sta la Francia.

Sarebbe, perciò, riduttivo imprecare contro la mala sorte, si è aperto un caso politico che impone all’Italia una specifica e decisa iniziativa nell’UE. Va interessato anche il parlamento Europeo perché deliberi un regolamento per simili scelte e impedisca che alcuni Paesi facciano incetta di Agenzie a danni di altri.