Il gender pay gap 2017: in Italia è solo del 5% – MuMe
Il gender pay gap 2017:  in Italia è solo del 5%

Il gender pay gap 2017: in Italia è solo del 5%

Bonn e Londra primi tra i grandi: 21%. Nella Germania Est la differenza è solo del 7%


a cura di Marco Cobianchi

Tra i grandi Paesi europei la Germania è quello che mostra il gender pay gap 2017 più alto: 21%, in calo dalla rilevazione del 2015.

Il gender pay gap 2017

Il Paese di Angela Merkel è preceduto solo da Estonia e Repubblica Ceca ed è a parimerito (anzi, si dovrebbe dire “demerito”) con la Gran Bretagna: anche lì le donne guadagnano in media il 21% in meno degli uomini. In Germania, in termini assoluti, gli uomini guadagnano mediamente 21 euro l’ora mentre le donne solo 16,59 euro.

Nella classifica aggiornata sul gender pay gap 2017 l’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi: da noi la differenza è di appena il 5% meno del Lussemburgo, che è al 6%, e come la Romania, anch’essa al 5%.

Il caso tedesco

Ma vale la pena approfondire il caso tedesco anche perché la sorpresa è che la differenza di retribuzione tra uomini e donne che vivono nei Paesi dell’Ex Germania Democratica è di appena il 7% rispetto, appunto, al 21% se si considera il dato dell’intera Germania. Destatis, l’Istituto tedesco di statistica ha cercato di spiegare il motivo di un divario così ampio, che potrebbe valere per tutti gli Stati. In Germania gli uomini hanno lavori meglio pagati delle donne e questo rappresenta una delle differenze strutturali che spiega una differenza così ampia.

Ma anche se questa spiegazione venisse applicata a tutti gli Stati comunque non basterebbe a spiegare l’unicità tedesca. Così come non basterebbe anche un altro dettaglio illustrato da Destatis: le donne sono più propense a lavorare part time e questo contribuisce non poco ad allargare la forbice. Se in Germania si escludessero queste differenze strutturali la differenza di paga tra uomini e donne si ridurrebbe, sempre secondo l’Istituto di statistica, solo al 7%.

I dati si riferiscono al: 2017
Fonte: Destatis