Bilancio Consuntivo 2017 del Comune. Si rafforza il ruolo innovatore e imprenditore di Milano – MuMe
Bilancio Consuntivo 2017 del Comune. Si rafforza il ruolo innovatore e imprenditore di Milano

Bilancio Consuntivo 2017 del Comune. Si rafforza il ruolo innovatore e imprenditore di Milano

di Emmanuel Conte
Consigliere comunale di Milano

Dall’ampio e articolato dibattito che si è svolto sul Bilancio Consuntivo 2017 del nostro Comune, prima in Commissione e poi nell’Aula Consiliare, sono emersi due aspetti di politica amministrativa che meritano di essere sottolineati. Il primo: la crescente autonomia finanziaria che rende Milano sempre più dominus del destino dei suoi cittadini, laddove la spesa corrente è stata coperta nel 2017 per l’87% da entrate tributarie ed extra tributarie (Titolo I e III) e per il restante 13% con trasferimenti Statali e Regionali (Titolo II); percentuali che dal 2009 si erano andate assetando rispettivamente al 69% e 31%.

Il secondo: l’accelerazione della spesa in conto capitale per investimenti diretti e indiretti che è passata dai 247 milioni del 2016 ai 539 milioni del 2017.

Il rafforzamento del ruolo innovatore e imprenditore del Comune si deve ad un’accorta ed equilibrata politica di incremento delle entrate, di tagli delle spese improduttive e riduzione degli sprechi che ha consentito di compensare anche alla progressiva riduzione dei “trasferimenti” dallo Stato e dagli altri Enti. Questo profilo emerge in particolare per il Trasporto Pubblico Locale (TPL), dove il Contributo finanziario dello Stato, tramite Regione Lombardia, è fermo a 267 milioni a fronte di un aumento di 11,5 milioni km vettura che ha garantito alla città un servizio migliore.

Questi risultati si devono a un modello gestionale che, nonostante gli inevitabili stress finanziari, ha saputo rendere virtuoso il rapporto costi/benefici: ha riorganizzato e rimodulato i servizi, garantendone una più efficiente e diffusa erogazione. Aspetto che si è ulteriormente qualificato con gli investimenti dove nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un’accelerazione diffusa tra le direzioni in particolare su politiche giovanili e sport, politiche sociali e sviluppo territoriale.

In questo quadro di riferimento largamente positivo va sottolineata un aspetto contabile che non è imputabile al Comune: il fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) è passato da 184 a 258 milioni, un fattore che concorre a rendere la spesa corrente sempre più rigida, al quale si può porre rimedio riformando, con un’apposita legge dello stato (prossimo governo!), le procedure di riscossione ordinaria e coattiva da parte degli enti territoriali, anche con la istituzione di un fondo rischi.

La nostra città, in tal modo, ha imboccato la strada per recitare quel ruolo nazionale che il nostro sindaco, nel suo libro “Milano, il secolo delle città” rivendica e auspica per le grandi aree urbane. Questo rilancia il modello Milano, sottraendolo al particolare e proiettandolo in una funzione nazionale ed Europea ovvero a farsi Stato nei modi possibili consentiti dalla Costituzione.

L’obiettivo deve essere insieme locale e nazionale, rendendo i cittadini partecipi, attraverso le istituzioni locali, senza scadere nel facile populismo dei periodi di crisi.