Milano è un modello? Certo! – MuMe
Milano è un modello? Certo!

Milano è un modello? Certo!

di Mattia Maurizio Martinelli

Cosa significa essere un modello? Significa che il lavoro che si instaura all’interno dei palazzi del “ potere “ di una città, sia esportabile al resto del paese.

Per questo mi sento di dire che Milano sia un modello.

Mi spiego meglio: siamo appena “ reduci “ da tutte le iniziative del Fuorisalone, la città era splendida, i turisti entusiasti e criticità quasi nessuna (ad eccezione del traffico) .

I privati, me compreso, hanno trovato terreno fertile per le proprie iniziative, un governo cittadino recettivo, intelligente che con rapidità ha capito bene come aiutare i cittadini per poter fare iniziative atte al miglioramento della città stessa, che a volte erano di tipo commerciale, a volte solo culturali. Proprio in questa grande caratteristica, che gli americani chiamano “ SMART “, si vede  il buon governo in poche parole chi governa BENE, con INTELLIGENZA, fa le cose che i cittadini, che gli elettori, vogliono.

La benedizione che ha avuto questa città è stata la “data di scadenza”, cioè il fatto che tutto dovesse essere pronto per l’inizio dell’Expo del 2015 ed il fatto che la macchina burocratica, da prima inceppata, sia poi ripartita, ha dato fiducia alle istituzioni in primis e ai cittadini in secundis.

L’avvento dell’ ora Sindaco, allora amministratore Sala, ha fatto si che una sorta di spirito di intraprendenza positiva cadesse sui palazzi del “potere” e si estendesse alla città: tutto ha cominciato a funzionare avendo, poi, un grande successo.

Questo orgoglio cittadino si è potuto avere solo grazie ad una macchina organizzativa, ben funzionante, che poi è stata esportata a tutta la città, come ora per il Fuorisalone.

Allora mi chiedo, è così difficile essere efficienti al di là delle mura Meneghine?

Città come Roma, come hanno fatto a non essere, neanche un po’ lungimiranti a non accettare la candidatura per le Olimpiadi…..? Torino è rinata…

Le emergenze, tutto sommato, tirano fuori il meglio degli operatori.

In questi balletti elettorali, purtroppo, si è visto solo, come i Partiti, pensino ai propri interessi, o come le spaccature non possano produrre una voce univoca che renda la proposta credibile.

Ricordo il patetico tentativo di Pisapia nelle politiche di fare il salvatore della patria, che non ha fatto altro che dividere ancora di più. Tutto questo a Milano non succede proprio perché si lavora per la città, per il bene comune, insomma si fa POLITICA.

In effetti le grandi città sono delle, mosche bianche, nello scenario nazionale, Londra contro Brexit , Milano macchietta rossa in uno scenario azzurro. Ma le città sono composte da individui, gli individui, viaggiano, pensano e parlano, e pensano al loro interesse…

Se il loro interesse è una città che funziona allora il loro voto andrà al meglio che questa offrirà, così come per uno Stato, se la proposta è concreta, vera, UNITARIA e le scelte intelligenti, non c’è alcun dubbio che l’interesse del privato vada sul pubblico.

Chi ha vinto le elezioni quest’anno non ha vinto con le riforme proposte ma ha vinto con la paura inculcata.. Nulla di più sbagliato al fine di governare un paese efficiente.

Milano non è di sinistra, Milano non è di destra, sicuramente non è dei m5s , Milano è di chi la Governa con intelligenza.

In Italia, purtroppo, si è smarrita la bussola.