Lo sguardo di Milano è sempre stato verso il futuro… ma non è un’isola in mezzo all’oceano

Lo sguardo di Milano è sempre stato verso il futuro… ma non è un’isola in mezzo all’oceano

di Giuseppe Bonomi
Amministratore Delegato Arexpo

Modello Milano (2)

‘Milano vicina all’Europa’, quasi quaranta anni fa Lucio Dalla iniziava così una canzone dedicata alla nostra città. Essere vicini all’Europa nel 1979 significava essere un passo avanti. Infatti lo sguardo di Milano è sempre stato verso il futuro. Una vocazione che si è ulteriormente rafforzata negli ultimi anni in cui si è molto discusso del ‘modello Milano’.

Da parte mia ritengo sia giusto mettere in evidenza le cose positive e i traguardi della città, che sono peraltro il frutto di un lavoro che ha anche radici lontane nel tempo, ma credo sia anche giusto evitare trionfalismi che possono sembrare talvolta addirittura eccessivi o scadere nell’autoreferenzialità. Penso infatti che ci sia una sola ricetta per continuare sulla strada giusta ed è quella di proseguire tutti a lavorare seriamente secondo i propri ruoli e le proprie competenze.

Nella mia vita professionale ho avuto diverse responsabilità direttamente collegate con la città in cui mi sono laureato e in cui ho scelto di vivere ormai molti anni fa. Questo accade anche oggi con la gestione di un processo di trasformazione territoriale di grande rilevanza come quella dell’area di oltre un milione di metri quadri che nel 2015 ha ospitato l’esposizione universale.

Solo poche settimane fa abbiamo deciso di dare un nome nuovo all’area di proprietà di Arexpo, ci si è sembrato il momento opportuno perché ormai siamo usciti dalla fase meramente progettuale per entrare in quella di realizzazione concreta. E un progetto del futuro non poteva avere un nome del passato e questo nome non poteva non comprendere la città. Per questo abbiamo scelto il nome MIND, Milano Innovation District.

Milano è certamente un ‘attrattore’ di energie, di investimenti, di intelligenze però, credo sia giusto sottolinearlo, non è un’isola in mezzo all’oceano. Fa parte di un territorio all’avanguardia come è la Lombardia e più in generale il Nord del Paese, un’area vasta di cui è guida che gli permette di essere molto di più di una città che supera di poco il milione di abitanti.

Gestire la trasformazione di un’area su cui si è svolto un grande evento come Expo può essere altrettanto difficile della gestione stessa dell’evento. I casi di fallimenti nella gestione dei post-expo, soprattutto in Europa, sono molti.

A Milano si è scelta la strada di realizzare qualcosa che in Italia sostanzialmente non esisteva, un grande Parco Scientifico e Tecnologico di livello internazionale. L’unico altro caso nel nostro Paese è a Trieste ma non è paragonabile con MIND per dimensione e per il livello dei partner coinvolti.

Il bilancio dei primi 18 mesi di lavoro credo sia molto positivo. I primi ricercatori di Human Technopole sono già presenti a Palazzo Italia. Si tratta di un investimento sulla ricerca medica unico in Italia, un settore decisivo per il nostro futuro con investimenti che nel resto del mondo sono ingentissimi. I prossimi anni vedranno uno sviluppo di HT fino ad arrivare a regime a quota 1500 ricercatori.

Nei primi giorni di marzo l’Università degli Studi di Milano ha formalizzato la decisione irrevocabile di realizzare sulla nostra area un campus delle facoltà scientifiche. Si è parlato di ‘trasloco’, credo però che sia una definizione profondamente sbagliata. Non è un trasferimento da un luogo ad un altro, è un progetto mai realizzato prima, un campus sul modello di quello delle più importanti università internazionali. Il rettore Gianluca Vago ha annunciato che i lavori inizieranno l’anno prossimo e il primo studente arriverà entro 5 anni.

Nelle prossime settimane ci sarà poi l’inizio dei lavori del Nuovo Galeazzi, un grande ospedale di rango IRCSS, quindi con una vocazione di cura e di ricerca, che sarà completato in tre anni. Per queste sole tre ‘funzioni pubbliche’ Ambrosetti House ha stimato un indotto di 6,9 miliardi di euro nei prossimi dieci anni.

Ci sarà poi una importante presenza di aziende private, sono infatti già oltre sessanta le manifestazioni di interesse per insediarsi sull’area. La grande maggioranza riguarda aziende di primario livello internazionale, nel settore biofarmaceutico ma non solo.

Per la gestione della parte ‘privata’ abbiamo quindi selezionato un partner internazionale come Lendlease, che ha presentato un progetto firmato dall’architetto Carlo Ratti, che avrà una concessione in diritto di superficie per 99 anni di parte dell’area versando in cambio ad Arexpo 671 milioni di euro ai valori attuali (circa 2 miliardi con una inflazione presunta del 2%).  E’ importante sottolineare che già ora sull’area sono stati attratti investimenti privati per 1,8 miliardi di euro.

Il risultato finale sarà la creazione di una vera e propria ‘città nella città’, il 95% del sito è infatti all’interno del Comune di Milano, che vedrà ogni giorno la presenza di oltre sessanta mila persone.

E’ una grande sfida che stiamo provando a vincere con l’aiuto di tutti, delle istituzioni, delle università, dei migliori rappresentanti del mondo delle professioni, delle associazioni imprenditoriali e di categoria, dei sindacati.

E’ questo un virtuoso ‘modello Milano’.