Perché il PD è stato sotterrato al Sud

Perché il PD è stato sotterrato al Sud

Elezioni (3)

di Giovanni Cominelli

Il M5S è emerso dalle elezioni quale partito del Sud. L’unica richiesta ad alta voce che sembra provenire dalla società civile meridionale è quella di assistenza, possibilmente a domicilio. Questo è, d’altronde, il senso dell’offerta di reddito universale di cittadinanza che il M5S ha proposto con grande successo.

Ciò che resta preoccupante non è la proposta opportunistica e inagibile sul piano finanziario, bensì la richiesta. Passano i decenni, ma il Sud continua ad essere prigioniero di una condizione di sottosviluppo assistito, disordinato, corrotto, criminogeno.

La classe dirigente che esso democraticamente esprime – siamo pur sempre in regime di libere elezioni! – lo rispecchia simmetricamente, al di là delle sigle, delle culture politiche, dei partiti. I tratti antropologici degli eletti sono gli stessi degli elettori. La cultura che percorre la società civile è quella classicamente descritta da decenni dagli studiosi: “il familismo amorale”.

C’è stato un momento in cui qualcuno ha demonizzato questa categoria interpretativa per la ragione che essa sembrava suggerire o confermare una sorta di determinismo sociale, cui pareva si volesse inchiodare la società meridionale. Tuttavia, la realtà è più forte delle diatribe tra sociologi e storici. La classe dirigente democristiana, poi comunista, poi forzitaliota, poi PD o non ha voluto o non ha potuto spezzare quella cultura; alla fine, ne è rimasta subalterna.

Le Regioni Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia sono state a turno governate negli ultimi vent’anni dalla destra e dalla sinistra: ciascuna forza ha promesso il riscatto e lo sviluppo. Seconda la retorica meridionalistico-lamentosa e auto commiserante, il Sud sarebbe stato lasciato solo. In realtà, sono arrivati dall’Europa e da Roma miliardi di Euro, sia nel settore produttivo privato sia, soprattutto, nel settore pubblico e negli Enti locali. Il Comune di Catania è stato salvato dalla bancarotta dallo Stato. Molti soldi non sono stati spesi per pigrizia e inefficienza; molti hanno preso la strada dei canali clientelari.

Fare politica al Sud ed essere eletti è un investimento e un mestiere, non solo per gli altissimi stipendi di cui godono gli eletti locali e regionali, ma soprattutto perché pone l’eletto al punto di intercettazione del fiume di risorse che fluiscono verso il Sud. Che questa gestione dei soldi pubblici abbandoni al sottosviluppo e alla disoccupazione i giovani serve soltanto per poi utilizzarli come scudi umani nella battaglia/ricatto per avere altri finanziamenti.

La proposta del reddito di cittadinanza del M5S è la continuazione della Cassa del Mezzogiorno con altri mezzi. All’epoca ci si illuse di costruire cattedrali industriali, attorno alle quali ci si attendeva sarebbero cresciute comunità di sviluppo. Le cattedrali sono rimaste, ma attorno è rimasto il deserto. Ora, si è passati all’idea dello stipendio personale per disoccupati. Più semplice ed elegante da amministrare dei pacchi di pasta laurini o della scarpa destra cui abbinare quella sinistra dopo il voto.

Perché il PD è stato sotterrato al Sud?  Perché la sua classe dirigente non si è discostata di molto dai comportamenti di quella che aveva promesso di sostituire. Se D’Alema, in tempi non lontani, aveva denunciato il contropotere locale dei cacicchi, Renzi aveva minacciato di usare il lanciafiamme. A quanto pare, o ha finito il combustibile o si è bruciato i piedi.

C’è speranza? Nella società meridionale sono emersi in questi anni movimenti di rinascita e di riscatto, che sono spesso apparsi in piazza contro la corruzione e la mafia. Alle domande di legalità e di sviluppo la sinistra locale non ha dato risposta. La sinistra deve decidere da che parte stare in questa battaglia: rispecchiare passivamente la società che c’è – la società dell’assistenzialismo parassitario, delle raccomandazioni, delle relazioni amicali – o proporsi con comportamenti che alludano ad una società della legalità e dello sviluppo. Il PD meridionale ha scelto la prima strada. O cambia o sparirà.