Lombardi svegliatevi!

Lombardi svegliatevi!

di Corrado Valsecchi

Le ragioni del sostegno di Piero Bassetti a Giorgio Gori Presidente della Regione Lombardia

Piero Bassetti è l’anima della Lombardia, un protagonista che non smette mai di stupire per la lungimiranza e l’autorevolezza politica che, meritatamente, continua ad avere alla soglia dei novant’anni.

Il suo endorsement per Giorgio Gori, ripetuto in più occasioni pubbliche,  ha galvanizzato i simpatizzanti del Sindaco di Bergamo e accresciuto le speranze di un successo elettorale in Lombardia della coalizione di centrosinistra.

Ovviamente Bassetti non si spende sull’onda emotiva di un consenso meramente personale, ma con il ragionamento e l’analisi politica che deriva da decenni di esperienza.

A un giornalista che gli chiedeva: “Come è nato il suo legame con Giorgio Gori?”, lui ha risposto a suo modo definendo Il rapporto con Gori politico e aggiungendo: “Mi sono convinto che lui poteva portare una ventata di aria non solo fresca, ma adeguatamente strutturata per quel lavoro di ricostruzione del discorso regionalista che cinquant’anni fa avevamo iniziato”. Inoltre: “Gori mi pare l’emersione di un candidato da cui aspettare un contributo e disegno costruttivo in una situazione esposta al rischio di deteriorarsi in termini istituzionali”.

Insomma Bassetti ha fiducia e sostiene che Giorgio Gori, oggi, rappresenta la candidatura sulla quale il popolo lombardo dovrebbe investire e lo si evince anche quando parla del suo diretto avversario.

Dice, infatti: “Non penso che Attilio Fontana non sia un candidato valido, ma resta comunque urgente per la Regione Lombardia un cambio drastico”.

Ovviamente Piero Bassetti, primo presidente della Regione Lombardia avrebbe potuto fare da spettatore, seppur interessato, in questa competizione, ma non è nel suo stile, conosce troppo bene le potenzialità e le criticità della Lombardia per restare ai margini dell’agone politico.

Ascolta, approfondisce, esamina, verifica, si interroga, parla con tutti e poi assume una posizione netta senza “se” e senza “ma” ; vuole troppo bene alla comunità regionale e all’Istituzione che per primo ha presieduto per rinunciare ad esporsi in prima linea.

Bassetti si espone con il pensiero forte, con l’autorevolezza che gli viene riconosciuta da amici e avversari, con messaggi mirati pieni di contenuti politici finalizzati non al singolo candidato ma ad una intera classe politica dirigente.

Infatti l’altro giorno a Lecco durante una conferenza stampa non le ha mandate a dire ai partiti politici sostenendo che: “I partiti, per come li abbiamo conosciuti, sono morti, restano solo le nomenclature che però non hanno futuro perché distanti dalla realtà e non più in sintonia con i cittadini”. E allora cosa fare? Il rimedio proposto da Piero Bassetti é quello “Di investire sul civismo”,  aggiungendo: “Il civismo non è l’antipolitica, ma la migliore politica” e contestualmente demolendo le velleità qualunquiste del Movimento cinque stelle.

Insomma Bassetti rappresenta ancora un faro che cerca di illuminare le nebbie che si sono addensate sulla politica, cerca di trasmettere ad una comunità disorientata un percorso di prospettiva offrendo contestualmente anche la bussola per potersi orientare nel groviglio disarmante di slogan e riti elettorali confusi, arcaici ed anacronistici.

La scelta di sostenere Gori deriva unicamente dal fatto che lo ritiene il più adatto a ricoprire la carica di presidente della Lombardia. “Perché oggi – come dice lui – occorre essere un buon amministratore pubblico, ma occorre anche avere competenze e cognizioni manageriali e Gori queste pre-condizioni le ha entrambe”.

Quindi Lombardi…..svegliatevi!