L’aperitivo democratico della campagna elettorale

L’aperitivo democratico della campagna elettorale

di Stefano Golfari
Lista Gori Presidente – Collegio Milano e Provincia

Rush finale verso il voto e… eccomi qua, candidato nella Lista civica GORI PRESIDENTE dopo aver seguito per 15 anni le elezioni in Lombardia (comunali, regionali, politiche, provinciali e metropolitane) da giornalista che conduceva dibattiti in TV. Che impressione fa stare dall’altra parte della barricata, della telecamera, del microfono? Sapete che… sinceramente è una bella impressione? Dare risposte è più difficile di fare domande, sì. Cercare il consenso, cercare i voti (con quel GOLFARI da scrivere a matita…) è un’impresa, diciamolo: un casino. Ma… anche in una Campagna rocambolesca e acrobatica come questa, con l’ombra scura della sfiducia che ti acchiappa ovunque e ti mette al muro (“siete tutti uguali”, “la politica fa schifo”…) starci dentro, giocarsi la faccia, rischiare un votami, fidati, ascoltami e sceglimi…non ha del tutto perso – devo dire – quel gusto inebriante che sa di Democrazia e che sentivo diffondersi fra la gente che ascoltava mio padre, politico di altri tempi. Perchè “è la gente che fa la Storia”: ancora, in questi giorni cinici, può luccicare in fondo al cuore quel verso, così retorico, di De Gregori?

Non vorrei sembrarvi un rimbambito, eppure… in mezzo a questa insostenibile leggerezza dell’essere diventato da giornalista un “candidato”, io ho trovato che… non è poi tutto schifo quello che luccica. Oro comunque poco, passando al venale: l’investimento economico è contenuto per forza, nel mio caso, ma con benefit. Ovvero c’è la piacevole sorpresa che nella società liquida si può competere anche con meno liquido: se si è un po’ smart, un po’ creativi e un po’ fortunati.

Tex e Cris, sono due che nemmeno conoscevo, ad esempio: ci parlavamo su Facebook e a un certo punto viene fuori che i due sono un duo, il Cris Mantello duo. Fanno uno strepitoso Rockabilly contrabbasso-chitarra-voce e vengono a suonare gratis ai miei “aperitivi elettorali” semplicemente perché quello che scrivevo sul web gli sta bene, gli suona giusto.

Poi ho una folla di odiatori, anche, di Haters: un blocco che mi porto dietro dalla Tv, in cui apparivo loro come un assatanato anti-leghista (i leghisti ferventi non sopportano il contropelo) e altri me li sono guadagnati con un post in cui affondavo la critica ai 5Stelle sulla vicenda dei “rimborsi farlocchi”. Chi tocca i fili muore: un fiume di parolacce che nemmeno i Jalisse a San Remo…

La canzone più bella però – per me è l’inno della Campagna elettorale di Milano – l’ho imparata seguendo il corteo anti-razzista e anti-fascista che ha sfilato a Milano dopo i fatti di Macerata. Mi ero trovato in piazza Oberdan con Franco d’Alfonso e Sergio Meazzi, convinto come loro che manifestare il No alla banalità del male che cresce proprio fra queste giornate, dovesse essere imprescindibile e immediato. Poi ho camminato in mezzo ai ragazzi più giovani, e quelli cantavano in coro un pezzo di Ghali, un rapper italo-tunisino (milanese e tunisino) che pare sia popolarissimo fra i millenians: Quando mi dicono “A casa!”  – canticchia Ghali –  Rispondo “Sono già qua”. “Io TVB cara Italia, sei la mia dolce metà”. Ok, non è Ungaretti ma fa tendenza, una bella tendenza in cui intravedi qualcosa che certo non è “La Politica” che abbiamo vissuto noi nel secolo scorso… ma è politico lo stesso.

Ecco, per estensione, questo “politco” diffuso, polverizzato, liquefatto e leggermente alcolico io l’ho incontrato spesso fra la gente con la quale cerco, da qualche settimana, di parlare “da politico” e il fatto di essere anche e soprattutto un “civico” ha creato sintonia, anche se in tono minore.

Credo che questa forma di ascolto vada acuita, credo sia importante soprattutto per un Centrosinistra che è spiazzato dagli slogan semplici e brutali della destra movimentista (Lega e Casa Pound urlano un claim identico: “Prima gli italiani!”) e dal muro di gomma della propaganda a 5Stelle.

In un altro “aperitivo elettorale” (a Milano è no Martini no Party dagli anni ’80…) ho incontrato un ragazzo di 25 anni che avrebbe aperto la sua autofficina (gommista e meccanico) tre giorni dopo. Ci siamo messi a parlare dei corsi di formazione professionale che aveva dovuto frequentare e sono venute fuori delle cose interessanti: 6 anni di studi, ma a percorsi interrotti, Regione Lombardia se ne occupa poco e male e ci sono spese salate e perdite di tempo. Mi hanno invitato, lui e suo zio, all’inaugurazione a Paderno Dugnano e lì ho trovato gente semplice nei modi ma complessa nei bisogni, bisogni che sanno essere in capo alla “politica”. Poi, anche lì… aperitivo. Ma al gusto, buono, di Democrazia. Non tutto è perduto. Hope!