Bilancio Regione Lombardia: tra poche luci e molte ombre si potrebbe spendere molto di più e meglio – MuMe
Bilancio Regione Lombardia: tra poche luci e molte ombre si potrebbe spendere molto di più e meglio

Bilancio Regione Lombardia: tra poche luci e molte ombre si potrebbe spendere molto di più e meglio

di Luciano Pilotti
Candidato Lista INSIEME Collegio Plurinominale Lombardia 3.01 Brescia

La Corte dei Conti sul bilancio 2016 di Regione Lombardia sottolinea una riduzione del disavanzo e un miglioramento del saldo contabile seppure questo continui a essere negativo.  Dunque tutto bene?  Non proprio. Infatti, alcuni punti rimangono da valutare attentamente perché la Corte dei Conti punta il dito su : (A) montagna di fondi stanziati ma non utilizzati da molteplici Enti regionali; (B) inefficienze e scarse redditività delle grandi aziende in house nel totale controllo di Regione Lombardia; (C) opacità di gestione dei grandi patrimoni in pancia alle partecipate come Aler (case popolari) e Asam (società autostradale); (D)  gestione non trasparente delle assunzioni nei livelli dirigenziali; (E) eccessivo uso di contratti atipici.

Nell’insieme processi che sembrano identificare una gestione delle risorse pubbliche centrato su logiche non solo “grigie” ma sostanzialmente “negoziate-clientelari” perché mancanti di criteri contabili certi e verificabili e di criteri di assunzione non meritocratici e spesso condotti a trattativa privata.

L’analisi del sistema regionale Sireg (S.p.A, agenzie, fondazioni) sembra confermare questa constatazione generale. Di Sireg – come noto – fanno parte le grandi idrovore dei fondi pubblici regionali dalla finanza, alle infrastrutture alla sanità, all’informatica al turismo: Finlombarda, Infrastrutture Lombarde, Lombardia Informatica, le Aziende Ospedaliere, le Aziende Socio-sanitarie territoriali, Aler, Fnm, Arexpo, con tutto l’arcipelago delle controllate su cui le prime esercitano un controllo a cascata diretto e indiretto. Da cui i vari scandali a ripetizione degli ultimi anni fino alla decapitazione di Infrastrutture Lombarde del 2015 in concomitanza con l’assunzione degli appalti Expo.

Un vero e proprio super-organismo regionale sottoposto a stretto controllo politico attraverso le nomine apicali, impegnato nella mobilitazione di risorse dentro un  “sistema chiuso e interconnesso”  da oltre 20 anni e ormai diventato asfittico e generatore di corruzione sistemica per la forte penetrazione dell’influenza politica sulle catene di comando, lo scarso ricambio manageriale e la debolezza dei controlli esterni, che la Corte dei Conti ha opportunamente rilevato, seppur indirettamente “suggerendo” specifiche linee di causalità.

Ciò che di grave emerge con chiarezza dai rilievi della Corte dei Conti è in primo luogo, la scarsa corrispondenza tra i trasferimenti (enormi) verso le componenti partecipate di questo super-organismo Sireg e gli usi che questi enti percipìenti fanno di quelle risorse. Gli impegni di spesa “solo” per enti dipendenti e partecipate  (in – house) a controllo totale sono stati pari a 627 milioni di euro (di cui 155 per spese di funzionamento cioè 1/4). Si sottolinea che vi è chiarezza sugli impegni di spesa “in uscita” dalla Regione ma scarse informazioni e controlli sull’uso che di quelle erogazioni  viene fatto tanto che – in secondo luogo –  si rilevano  – robuste quote di inutilizzazione per centinaia di milioni per ragioni “contabili o strategiche” certo non evidenti o ingiustificate. Si votano leggi e si erogano i fondi ma questi vengono “tesaurizzati” da questi enti e se ne perde la traccia delle funzioni d’uso per i quali erano stati erogati.

La domanda sorgente è la seguente: questa “curiosa” tesaurizzazione viene “consolidata” nonostante vincoli alle capacità di spesa di questi enti ? Se così fosse sorge allora una seconda domanda: (I) perché vengono erogati oppure (ll) perché non si controllano i mancati impieghi eventualmente richiamando l’erogazione effettuata? Alto è il rischio che questi fondi scivolino in usi inconfessabili o comunque illegittimi. Dunque o siamo di fronte a “errori” di programmazione da parte del legislatore regionale e/oppure a inefficienze d’uso da parte degli enti percipìenti.

È comunque evidente che tale eccesso erogativo o inefficienza d’impiego genera un “buco enorme” nella liquidità regionale, soprattutto se le stime realistiche di questa immobilizzazione sono collocabili attorno ai 2 miliardi di euro, perché a tutta evidenza vanno a sottrarre risorse ad altre politiche di intervento soprattutto in campo sociale ed equitativo (casa, trasporti, assistenza sanitaria, scuola) che hanno più sofferto negli ultimi anni proprio in funzione del razionamento emergente, ma sostanzialmente distorcendo l’allocazione dei fondi di finanza pubblica della Regione Lombardia.