Le due velocità

Le due velocità

di Antonio Santangelo

La discrasia tra l’innovazione dirompente di questo inizio secolo, e la lentezza con cui l’organizzazione sociale si adegua ad essa, alimenta la drammaticità della disoccupazione e mette in pericolo il futuro dei nostri figli. La Lombardia ha le risorse per reagire

La campagna elettorale che il Paese sta vivendo è un’occasione da non perdere per affrontare una delle criticità maggiori che minacciano il futuro dei nostri figli e il nostro. E’ indispensabile, assieme alla riflessione sulla priorità dell’Europa e dello sviluppo, allungare lo sguardo sul tempo lungo e sui processi che già oggi rischiano di compromettere il nostro stile di vita.

La Stampa di lunedì 29 gennaio affronta con 4 interventi in sezioni diverse del quotidiano, il tema dei mutamenti che la tecnologia sta portando al tessuto economico e come si possa affrontarli per trasformare gli elementi problematici in opportunità.

Il primo segnale proviene dalla Confindustria di Cuneo. Il presidente Mario Gola scrive ai genitori che devono decidere del percorso scolastico dei figli segnalando dati concreti: un’economia in salute, 40.360 nuovi assunti, il 61% nei settori commercio, turismo e servizi, il resto nell’industria.

Oltre la metà ha un diploma professionale. L’industria cuneese offre, rispetto ai servizi, maggiori garanzie, il 91,5% dei nuovi assunti ha un contratto a tempo indeterminato, a fronte del 16,5% nei servizi.
Ciononostante, si fatica a trovare profili adeguati: dei 3.790 profili di neo laureati richiesti a Cuneo nel 2017 il 33% non è stato trovato per assenza o carenza di preparazione.

Il dato segnala quindi un mismatch tra le esigenze delle imprese (e dell’economia) e il sistema formativo. Il dato non è nuovo, la ricerca denuncia la carenza di profili universitari, soprattutto in ambito scientifico, ma soprattutto di operai specializzati.

La fabbrica non è più quella fordista, fatta di attività ripetitive e alienanti. Oggi richiede competenze tecniche, manualità e creatività, come raccontano Annalisa Magone e Tatiana Mazali in Industria 4.0. Uomini e macchine nella fabbrica digitale. L’abbinamento automazione e creatività, o anche intelligenza artificiale e intelligenza e sensibilità umane può segnare nuove traiettorie di futuro.

Jack Ma, a Davos, segnala un altro articolo del quotidiano torinese, indica nell’Intelligenza Artificiale e Big Data una minaccia per l’umanità, perché faranno scomparire milioni di posti di lavoro, sostituiti dalle macchine.

“La prima rivoluzione tecnologica causò la prima guerra mondiale, la seconda causò la seconda guerra mondiale, la terza rivoluzione tecnologica dobbiamo usarla per dichiarare guerra a malattie, inquinamento, e povertà, non contro noi stessi”.

La collaborazione è la chiave per mettere il progresso tecnologico al servizio degli uomini, invece che contro di essi.

L’alto tasso di disoccupazione dei giovani, 2 su 3 in Italia, ma a livelli preoccupanti in tutto l’Occidente, segnala, insieme alla concentrazione della ricchezza, un forte squilibrio oltre che una pericolosa minaccia.

Per fortuna la sensibilità verso un diverso paradigma di sviluppo si sta diffondendo, e lo dimostrano i due editoriali presenti in contemporanea su La Stampa. Massimiliano Panarari denuncia il pericolo di avviarsi verso una jobless society e invita a concentrarsi sulla questione dell’educazione e delle competenze da ri/lanciare nell’epoca delle tecnologie radicali. Raccoglie l’invito di Jack Ma di riformare gli insegnamenti a colpi di soft skills: dalla creatività ai valori, dal pensiero indipendente alla capacità di lavorare in gruppo. La sua proposta: “Una società postfordista digitalizzata come la nostra dovrebbe promuovere un apprendimento volto a stimolare la creatività e l’inventiva, insieme alla capacità di individuare soluzioni imprevedibili”.

A questa esortazione sembrano rispondere in diretta Carlo Ratti (Mit di Boston) e Francesco Profumo (Compagnia di San Paolo) presentando il progetto Ufo (Urban Flying Opera), che utilizzerà droni e partecipazione dei cittadini per allestire una grande tela per progettare il futuro “Design the city”. Obiettivo del progetto è dimostrare che la tecnologia può essere utilizzata per creare hub di competenze.

Quattro interventi (se volete li recuperate ai link qui in calce) che indicano un concept forte: la tecnologia sta modellando il nostro futuro e lo fa a una velocità impressionante. Le nostre società non sono (ancora) in grado di tenere il passo. Non lo fa il nostro sistema formativo, scuola, università, centri di formazione professionale, ancora troppo lenti e poco adeguati a sostenere la sfida.

Non lo fa la politica, sempre più focalizzata sul breve periodo (la prossima scadenza elettorale) e sempre più miope rispetto ai tempi lunghi della prospettiva strategica che richiede una azione meditata nel breve.

La Lombardia è chiamata, per la ricchezza di risorse umane oltre che economiche, a individuare e realizzare strategie di sviluppo più equilibrate. L’Expo è stato una buona palestra, lo Human Technopole è una splendida prospettiva, ma ancora non basta.

Allo schieramento progressista che appoggia Gori spetta la responsabilità di riflettere e fare proposte all’altezza della sfida attuale, coniugare intelligenza e creatività, umanità e automazione, per combatter la terza guerra mondiale su un terreno favorevole.

 

Articolo di Carlo Ratti e Francesco Profumo

http://www.lastampa.it/2018/01/29/cultura/opinioni/editoriali/i-droni-in-volo-nel-cielo-sopra-torino-i78OnKhXXHhgmMg7t17ZvK/pagina.html

Lavoro e creatività nell’era dei robot, Masimiliano Panarari

http://www.lastampa.it/2018/01/29/cultura/opinioni/editoriali/valorizzare-i-creativi-nellera-dei-robot-wyoeQBE6Z8Sj5BFGfTrXEI/pagina.html

Jack Ma a Davos

http://www.lastampa.it/2018/01/29/economia/il-signor-alibaba-i-robot-cancelleranno-milioni-di-posti-a-noi-restano-creativit-e-lavoro-di-squadra-wCgO0XFdcPkAqadNyGlRPI/pagina.html

Confindustria Cuneo

http://www.lastampa.it/2018/01/29/economia/la-scuola-deve-adeguarsi-ormai-assumiamo-tecnici-yhfI9fUn124z7VLv7ZkYfN/pagina.html