Lapsus dance

Lapsus dance

di Stefano Golfari

E adesso si balla la LAPSUS DANCE… Ma quale lapsus? Quella espressa da Attilio Fontana è esattamente la linea politica della Lega sul tema migranti. La conosciamo, la ascoltiamo ogni giorno: è fondata sul concetto di INVASIONE pilotata, voluta, compiacente e promossa senza alcun limite dalle sinistre “buoniste”, dal potere pluto-giudaico della turbofinanza americana, dalle ONLUS pagate da Soros e dalla Chiesa di  Papa Francesco.

Sono anni che lo dicono, lo argomentano (con la bufala del Piano Kalergi, ad esempio) e lo propagandano in tv, nelle piazze e nei bar: Salvini ci fece un affollatissimo corteo a Milano insieme ai Sovranisti e a Casa Pound.

Non è un lapsus: è una ideologia farlocca ma precisa: basata sull’idea che milioni di africani vengano letteralmente portati in Europa apposta, con l’obiettivo scientifico di sostituire i “bianchi”. Chi vota Lega crede in tutto ciò perché è questo che sente dire dai leader del movimento, Fontana lo ha semplicemente ripetuto. E se ora vorrà correggersi davvero, è tutta questa articolata menzogna che dovrà correggere. Non è affatto soltanto una questione di colore. Ma anche sì: il COMPLOTTO INVASIONE, in questa lucida pazzia, viene a sua volta motivato immaginando i “neri”  destinati ad essere soltanto forza bruta, sfruttata, malpagata e incapace di farsi valere sul piano dei diritti e della contrattazione sindacale e infine miglior fonte di lucro per i Poteri Forti (?).

Il pre-giudizio etnico (che è già completamente assurdo appiccicato a un corpo migrante che ha decine e decine di diverse provenienze) fossilizza la realtà in movimento, la realtà della epocale mobilità che la Politica è chiamata ad affrontare con dinamismo, a gestire e a trasformare in meglio, e la incasella nella sua gerarchia di valore: il bianco vale più del nero, a prescindere. Così sarà e così deve essere. Pertanto ogni mix, ogni meticciato, ogni forma di integrazione porta a un peggioramento di condizione per il “bianco” e a un indebito vantaggio per il “nero”.

Se si entra in questo tunnel, allora il “nero” diventa il nemico, nemico di classe, nemico di vita. E se non è razzismo questo, non erano razzisti nemmeno Hitler, il Ku Klux Klan e il generale Lee che combatteva coi sudisti.

Nel “lapsus” sfugge il ridicolo richiamo al trapassato remoto, all’idea di una Supremazia culturale bianca minacciata da quelli che vogliono trattare “come noi” gli schiavi che lavorano nelle piantagioni di cotone. Vi rendete conto? A 50 anni dalla morte di Martin Luther King combattiamo sui media italiani la Guerra di secessione americana, finita nel 1865. E quando inizieremo a pensare al futuro?

Speriamo che sia davvero solo Campagna elettorale, ma se chi governerà dopo il 4 marzo non farà un balzo in avanti, in fretta, ci ritroveremo sempre in un’Italia multietnica e multirazziale (è così in tutto il mondo evoluto!) ma al posto del sogno dell’integrazione e dell’emancipazione sociale (“I have a dream…”) avremo l’incubo della rissa obbligatoria, dello scontro inevitabile.

Per sostenere la tesi che Fontana ha riassunto in una frase: la razza bianca è minacciata di estinzione, se saranno coerenti, dovranno armare la legittima difesa, e ci cancelleranno ogni riscontro di realtà opposta all’odio e al rancore. I migranti che si integrano, lavorano, rispettano le leggi, progrediscono nella scala sociale, fondano aziende, si laureano e/o fanno in media la vita di tutti noi… già non contano niente per la teoria dell’ INVASIONE. Solo i dati negativi, i crimini, le violenze, le diversità “fastidiose” assumono rilievi di verità: sono  – sembrano – la prova provata del danno collaterale messo a bilancio (e, si insinua: pure volentieri…) dai Poteri Forti che lavorano per il genocidio dei “bianchi” e l’invasione dei “neri”.

L’idea diffusa come un virus, dice che sempre e soltanto gli immigrati rubano, insultano il presepe, violentano le nostre donne e non si fanno un giorno di galera… e non ha nemmeno più bisogno del riscontro della cronaca, è indipendente dai fatti, è certa perchè derivata dall’assunto: vengono portati qui per fare danno, di conseguenza fanno danno.

Questa è la teoria dell’INVASIONE che viene propagandata da anni e a cui credono con forza, oramai, milioni di persone in Italia. La frase del candidato alla presidenza di Regione Lombardia (10 milioni di italiani) Attilio Fontana sta dentro questi pensieri e ne è una conclusione perfettamente centrata, logica. E’ l’assunto, l’ipotesi, che è falsità: non dimostrata, non scientifica.

Per correggere il “lapsus”, dunque occorrerebbe smontare tutta la costruzione concettuale che la ha prodotta. Ma non lo faranno: e continueranno a ballare la  LAPSUS DANCE. Che è il ballo dove chi sbaglia il passo, dopo continua a pestarti i piedi.

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