Il bilancio non si aggiusta partendo dal biglietto del tram.

Il bilancio non si aggiusta partendo dal biglietto del tram.

Lettera al Sindaco Beppe Sala

di Franco D’Alfonso

Caro Sindaco,

già ai tempi della Giunta guidata da Giuliano Pisapia  ebbi modo di segnalare con forza, finendo però in minoranza, che il sistema del project financing architettato dalle amministrazioni Albertini e Moratti per finanziare la metropolitana M4 avrebbe avuto come pesante conseguenza quello di scaricare sulle amministrazioni del decennio successivo tutti i costi della finanza illusionistica che: “non mette la mano in tasca ai cittadini”, ma elimina del tutto  le tasche e riduce  in mutande i bilanci pubblici.

L’amministrazione di oggi si trova così a dover far fronte a un “buco” strutturale di oltre 100 milioni di euro, a partire dal 2019, proveniente dalla finanza creativa del passato, destinato ad allargarsi fino al 2035. Problema reso ancor più complicato dal sostanziale azzeramento dei trasferimenti da parte dello Stato (si è passati dagli oltre 900 milioni del 2010 a poco più di 300 milioni, per il 90% provenienti dal fondo trasporti).

Si tratta di un irrigidimento crescente nell’utilizzazione delle entrate  correnti  che mette a rischio la destinazione di spesa corrente teoricamente discrezionale (circa 300 milioni su oltre 3 miliardi, quasi interamente destinata al Welfare)  con la conseguente riduzione possibile dei servizi come quelli degli asili o collegati all’assistenza di diverse fragilità.

Se a ciò si aggiunge l’ulteriore appesantimento del funzionamento della macchina pubblica, con procedure di appalto ormai totalmente ingestibili in via ordinaria, ne consegue che la sfida si presenta ardua e complessa.

Non condivido, di conseguenza, l’idea di semplificare la questione concentrandosi su un solo elemento,  il possibile aumento del biglietto del tram, che non avverrebbe peraltro, prima di diciotto mesi. Senza sapere se esista e quale sia il piano di ristrutturazione della rete di Trasporto pubblico locale (Tpl) a livello metropolitano, la possibilità di avere un sistema di tariffazione chilometrico unico per tutta l’area e, direi io, dell’intera Regione, per dire solo due degli elementi nemmeno fra i più decisivi per la valutazione complessiva,  è solo un altro modo per alimentare il balletto del “not in my name” o del “faremo le barricate”, con relative fantasiose soluzioni alternative, tra cui quella di vendere  quote di patrimonio (leggi SEA) per coprire i costi del Tpl dimenticando che, in virtù di una delle poche misure di legge sensate prese in questi anni, non si può utilizzare  patrimonio per coprire spesa corrente.

Le imminenti elezioni ed il fatto che il Consiglio comunale continui ad avere un regolamento che permette perfino ad un singolo consigliere di bloccare a tempo indefinito qualsiasi tipo di provvedimento di qualsiasi rilevanza  finiscono per trasformare una discussione seria e necessaria sulla ristrutturazione del bilancio comunale nel palcoscenico consiliare e mediatico per specialisti delle dichiarazioni a prescindere.

Eppure le linee di fondo di questa riforma del bilancio sono piuttosto chiare, come sono emerse anche dalle indicazioni della Giunta : dimensione metropolitana per trasporti, welfare, servizi urbani come acqua, reti, gestione rifiuti ; agibilità normativa per tariffe e tasse locali ;  sviluppo di ruolo delle partecipate, che devono trasformarsi in aziende territoriali ;  investimenti su infrastrutture cittadine anche attraverso nuove società ed affidamento a privati di funzioni pubbliche; e molto altro ancora.

Certo che converrai che la sfida ambrosiana oggi si debba concentrare sul dare valore alle argomentazioni e ai progetti capaci di migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini, Ti confermo la mia piena disponibilità a portare un contributo positivo in questa direzione.

 

Cordialmente,

Franco D’Alfonso