I mecenati non sono scomparsi

I mecenati non sono scomparsi

di Kibra Sebhat

A 250 anni dalla fondazione del Pio Albergo Trivuzio.

Sono passati più di due secoli da quando il Principe Antonio Tolomeo Trivulzio ha deciso di lasciare alla Città di Milano un luogo capace di accogliere gli esseri più soli e fragili: gli anziani indigenti.

Quello spirito cittadino, caritatevole e solidale, iniziato ancora prima con i fanciulli e le fanciulle abbandonati e da proteggere negli orfanotrofi Martinitt e Stelline, non si è ancora esaurito.

Proprio mentre cadono i festeggiamenti dei 250 anni del Pio Albergo Trivulzio, ecco arrivare a quella che oggi si chiama Azienda di Servizi alla Persona Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio un nuovo lascito testamentario che dona 400.000 euro. Una famiglia generosa e un passaggio di testimone importante: il desiderio del marito, venuto a mancare negli anni ’70, viene esaudito con il testamento della moglie. Lasciano tutti i loro averi “ai Martinitt”.

Questo gesto vuole forse dire che esistono ancora i grandi filantropi? Se si osserva l’andamento degli ultimi anni, sembrerebbe di no, ma i milanesi conservano una memoria storica tutta speciale dei Martinitt.

Uno di loro, un “Martinin” vero ancora in vita, senza dimenticare la propria esperienza, ha permesso di conservare l’immenso patrimonio storico di questa Istituzione in un Museo che, in corso Magenta, prende il suo nome: Museo Martinitt e Stelline. Il filantropo è l’imprenditore Leonardo Del Vecchio, che ha costruito il colosso Luxottica dal nulla. E ancora Bianchi e Rizzoli sono stati martinitt illustri. Eppure la convinzione di quella coppia milanese, anonima, è stata capace di conservare un piccolo grande tesoro da destinare ai giovani meno fortunati.

Si tratta di una conferma importante: il senso del bene comune e il legame con la Città si va riannodando. Però i cittadini hanno bisogno di entrare in contatto con le Istituzioni che si prendono cura della comunità, conoscerne le azioni, riconoscerle nella missione, immedesimarsi nei destinatari delle attività. Questa vicinanza si era un po’ persa per strada, ma l’importante segnale di fiducia appena arrivato è di buon auspicio e premia gli sforzi dell’attuale Amministrazione volti al risanamento in un quadro di piena trasparenza. .

Oggi i Martinitt e le Stelline sono soprattutto bambini e adolescenti allontanati dalle famiglie su decisione del Tribunale dei Minori e adolescenti stranieri non accompagnati che arrivano in Italia. Grazie anche ad una parte del lascito testamentario della coppia milanese si è ampliato l’ammodernamento, precedentemente programmato, della Comunità Curtatone che, a partire dal mese di novembre, ospita un totale di dieci ragazzi. Un’altra parte della donazione servirà a sostenere i lavori di ammodernamento necessari per accogliere, in un piano diverso della stessa Comunità Curtatone, altre dieci ragazze.

E’ un nuovo tassello che si aggiunge alla nuova storia del Trivulzio: dagli anziani ai giovani, accanto alle persone fragili, al servizio dell’uomo e della donna per fare in modo che la dignità non venga perduta. Non solo. Nel caso dei ragazzi e ragazze accolte, per fare in modo che il ciclo dare-avere, ricevere e restituire, alla società, non si concluda.

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