Maroni, se credi davvero nell’autonomia non fare il codardo

Maroni, se credi davvero nell’autonomia non fare il codardo

di Walter Andreazza

Eccoci nuovamente di fronte alla doppia personalità del Governatore Maroni in tema di autonomia. Il nuovo elemento che avvalora la tesi è l’evocazione e la sollecitazione all’election day.

Così tanto per ricordare, lo troviamo statalista quando spedisce al mittente, da Ministro della Repubblica, la richiesta di maggiore autonomia proveniente dalla Lombardia, per poi trovarlo autonomista, con alcuni spruzzi secessionisti, quando ricopre il ruolo di Governatore della Lombardia ed ora di nuovo centralista nel richiedere a gran voce  l’election day.

Il politico più anziano di militanza in Lombardia si dibatte come un ossesso per mantenere più a lungo nel tempo le sue rendite decennali di posizione che lo fanno entrare nella “house of fame” della “poltrona per ogni stagione”.

Se la posta in gioco non fosse il perpetrare del decadimento politico amministrativo della macchina regionale lombarda, ormai a tutti evidente, con conseguenze particolarmente gravi per tutti noi, ci faremmo l’ennesima risata sulla “zingarata” del nostro spassoso Bobo da Lozza. Purtroppo il rischio è troppo alto per sottacere a questa ennesima furbata.

Pare evidente che la patinata e politicaly correct richiesta da parte di Maroni, cioè quella di concentrare in un’unica giornate le elezioni nazionali con quelle regionali,  nasconde la malcelata volontà di nascondere il suo pessimo governatorato dietro allo scontro nazionale.

In poche parole, questo politico di lungo corso rifugge il confronto sui temi regionali, andando a ruota sui temi di scontro nazionali che sono di facile presa demagogica. Scappa quindi  dal giudizio dei lombardi sulle sue  responsabilità di governo e sulle numerose lacune che sempre di più stanno emergendo: sanità, trasporti, salvaguardia del territorio,  giusto per citare quelli che sono sotto gli occhi di tutti.

Se veramente, come lui sostiene, serve una nuova stagione di regionalismo che sta trovando oltremodo un consenso amplissimo, perché non concentrare le elezioni in questo specifico ambito territoriale,  concentrate sui temi di stretta pertinenza regionale che incidono ogni giorno sulla vita dei lombardi?

Nessuno ne avrà  a male se si chiedesse di andare una volta di più al voto. Non sono il numero delle elezioni che disaffezionano gli elettori, bensì la qualità degli argomenti e la serietà delle proposte che le diverse componenti politiche saranno in grado di esprimere, non inquinate da logiche che nulla hanno a che vedere con la sfida alle quali si riferiscono.

Maroni accetti la sfida e si affianchi a noi nel chiedere un’elezione autonoma per “l’autonoma Lombardia” perché finalmente il popolo lombardo possa dibattere sui suoi temi e decidere in proprio. Poi vinca il migliore.

Se ancora una volta prevarrà invece la “doppia personalità”, allora potremo dire che siamo di fronte ad un vero “politico politicante” che fa della codardia il suo mantra.

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