La scomparsa di Amos Nannini. Lutto per la Società Civile

La scomparsa di Amos Nannini. Lutto per la Società Civile

di Paola Agnoletto

Colgo l’opportunità che mi è offerta da Civicamente per ricordare il Presidente della Società Umanitaria, Piero Amos Nannini,  che purtroppo il 3 ottobre ci ha lasciati. Troppo presto! Aveva quasi 84 anni, ma la sua acutezza d’ingegno e la sua lungimiranza erano uniche. Sapeva ben applicare le norme statutarie di questo Ente storico di Milano, fondato nel 1893 per il lascito del mecenate Prospero Moisè Loria, che “ha per finalità di mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi da se medesimi, procurando loro assistenza, lavoro, ed istruzione e più in generale di operare per il migliore sviluppo educativo e socio-culturale della vita individuale e collettiva”.

Come si può leggere sulla pagina della Società Umanitaria, Il Presidente Nannini in questi anni ha potenziato le iniziative presenti a Milano e nelle sedi decentrate di Napoli, Cagliari, Alghero e Carbonia, dando impulso a nuovi progetti, tra cui la sede di Roma, il completo restauro dell’ ex Convento di Vailate (sede della Fondazione Agraria “Felice Ferri”) e l’avvio della Fabrica del Cinema in Sardegna. Ha continuato a perseguire la formazione professionale, l’assistenza agli anziani e il sostegno ai giovani, soprattutto per combattere la dispersione scolastica e aiutare i giovani con difficoltà.

Lo conoscevo da quando era diventato Presidente, nel 2005, perché ho avuto la fortuna di essere chiamata dall’Umanitaria come Docente presso  la  Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Prospero Moisè Loria, un corso di laurea serale destinato a lavoratori che desiderano raggiungere la tanto desiderata laurea, oppure che desiderano avere nuove opportunità lavorative. Il mio contributo come Docente e, per un certo periodo, come Direttore dei Corsi, mi ha permesso di poter apprezzare appieno Piero Amos Nannini. Mille potrebbero essere gli aggettivi per definirlo, ma le prime parole che mi vengono in mente sulla sua persona sono: incredibile umanità, cultura a tutto campo, gentilezza, signorilità, immenso rispetto per le persone, cordialità, cui riusciva ad aggiungere anche un pizzico di ironia. Per qualunque problema, lui aveva sempre la soluzione, il consiglio da dare. Per me, ma sono convinta, non solo per me, rappresentava il saggio.  Da lui ho imparato tanto, anche semplicemente come approcciarmi verso le persone; un giorno ha voluto suggerirmi:  “In un incontro non inizi mai quello che deve dire con la parola dunque”.

Mi piace riportare qui quanto mi ha scritto una mia studentessa, ora laureata proprio presso la Scuola dell’Umanitaria, e “in grande carriera” sul territorio milanese, dopo che le ho comunicato la scomparsa del Presidente Nannini: “ Un grave lutto sia per i familiari che per la società civile”.

Sotto la sua Presidenza ho avuto anche il piacere, con altre due Colleghe, di tradurre in inglese alcune parti del libro Pionieri di Arditezze Sociali. La Società Umanitaria per l’Italia. Non era certo facile rendere lo stesso significato del titolo in italiano nella lingua inglese. E a un certo punto, illuminate sicuramente dallo spirito che portava avanti il Presidente e che aleggiava nei Chiostri, abbiamo deciso di rendere il titolo in inglese con Anticipating the Future, Education, Training and Solidarity, perché la Società Umanitaria ha sempre saputo anticipare il futuro all’insegna della solidarietà, e così ha saputo fare fino all’ultimo Piero Amos Nannini. Un grande onore per me poter aver goduto della sua “simpatia e affetto”, come mi ha scritto nella dedica dello stesso libro.

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