Si Vota Sì al referendum sull’autonomia anche per rimettere in discussione il rapporto tra Regione e territori locali

Si Vota Sì al referendum sull’autonomia anche per rimettere in discussione il rapporto tra Regione e territori locali

di Maria Luisa Melli
Consigliere comunale a Suzzara e coordinatrice di Movimenti Civici Lombardia del Mantovano

 

Il 22 Ottobre si terrà il referendum consultivo per l’autonomia della Lombardia.
Nel caso della vittoria del Sì si prefigura la possibilità per la Regione Lombardia di gestire “in casa” molte più risorse immaginando di ottenere una rinnovata autonomia fondata su maggiori disponibilità economiche  da destinare ai territori lombardi.

Questa una sintesi del manifesto con cui il governatore Maroni chiede di votare Si al referendum di ottobre.

Coinvolti obbligatoriamente in questo dibattito abbiamo risposto all’invito del votare Sì con una preoccupazione maggiore nel definire il perché del nostro voto Si.

Nella convinzione che l’autonomia in sé è un valore solo se potenzia la partecipazione e le politiche corrette, non lo è, al contrario, se trasferisce in periferia i vizi del centro: burocrazia, sprechi, crediamo che il referendum sia l’occasione per ribadire l’urgenza di affrontare il tema della riorganizzazione istituzionale. Un tema che ha risentito una forte battuta di arresto con  l’esito del referendum del 4 dicembre.

Una necessità per noi quella di ripensare quindi non solo al rapporto Stato/Regioni, ma anche al rapporto dei territori locali con la medesima Regione, mettendo in evidenza ad esempio la scorretta  tendenza che hanno avuto le Regioni di appropriarsi di attività gestionali, compreso quelle che potevano essere svolte dai Comuni, enti di prossimità con un rapporto diretto con i cittadini.

Un invito quindi a pensare l’occasione referendaria come opportunità per ribadire la  necessità di ridefinire l’identità degli assetti istituzionali locali e regionali, i loro ruoli, le loro funzioni senza dimenticare l’importanza di ripristinare le procedure di democrazia diretta che danno ai cittadini la possibilità di eleggere i propri amministratori in tutte le istituzioni.

Siamo consapevoli che per fare tutto questo oltre all’esito favorevole del referendum serva un progetto di ordinamento dello Stato che superi la legge Delrio ma nell’attuale dibattito politico nulla all’orizzonte si vede.

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